
Qual è il vero volto del design in Italia? Quello già conosciuto e ormai famoso dei grandi designer italiani? Quello dei tanti prodotti che hanno creato l'immagine del Made in Italy nel mondo? O non piuttosto la presenza fisica di centinaia di imprenditori che, a partire dagli anni Cinquanta, hanno creduto e investito in prima persona nei valori della creatività e del progetto? Questo libro pubblicato da Five Continents Editions propone un'ipotesi radicale: senza questi imprenditori, il design italiano sarebbe stato molto diverso, o non sarebbe stato affatto.
L'analisi storica e critica di Stefano Casciani e i ritratti fotografici del norvegese Tom Sandberg descrivono la figura di industriali spesso partiti da piccole botteghe artigiane e da un grande desiderio di riscatto dopo i difficili anni della guerra, iniziando quasi sempre in giovanissima età. Profondamente convinti che anche nella produzione seriale potessero entrare i valori della qualità artigianale, hanno creduto in una nuova forma di eleganza e hanno reso possibile la nascita di veri e propri oggetti-icone, mobili, lampade e tanti altri oggetti che hanno creato la fisionomia inconfondibile del "nuovo paesaggio domestico" del Made in Italy.
Nel lungo saggio di Casciani, con un linguaggio semplice e diretto, a volte impietoso ma sempre appassionato, tutto il fenomeno dell'industria del lifestyle viene rivisto nella sua natura più intima – economica, sociale ed esistenziale – e nelle sue relazioni con l'arte e il costume, rivelando il "dietro le quinte" di un fenomeno che molti credono di conoscere, ma che nasconde ancora molte verità, dalle difficoltà strutturali del sistema produttivo agli inconvenienti dello star-system, dalla difficile ricerca dell'innovazione al nuovo ruolo dell'alta finanza.
I volti di mitici industriali - da Alberto Alessi a Ernesto Gismondi, da Bruno Danese a Riccardo Sarfatti, da Roberto Poggi a Giulio Cappellini ma anche le generazioni più giovani, come i tre figli del grande Aurelio Zanotta o Patrizia Moroso - sono ritratti con uno sguardo lucido dal fotografo norvegese Tom Sandberg, che getta una nuova luce sulla fisonomia dell'impresa italiana contemporanea.
Come scrive nella sua introduzione Massimiliano Fuksas, uno dei più grandi architetti italiani contemporanei e designer: "Stefano Casciani (...) capovolge la prassi critica convenzionale e, senza complessi verso l'economia e la politica, racconta con precisione l'impresa italiana, i suoi uomini e le sue donne che si sono occupati del design: dagli inizi pionieristici alla riorganizzazione dei nostri giorni. Il fotografo Tom Sandberg ci mostra i volti di alcuni di loro: a volte impietosamente. Per Casciani (come l'immagine per Sandberg) la scrittura è un'arma: la sua scrittura è tagliente come una lama affilata."
Il volume Design in Italia è stato presentato in anteprima il 14 aprile 2008 durante il Salone del Mobile 2008, in occasione dell'inaugurazione della mostra fotografica Design in Italia - Portraits by Tom Sandberg alla Galleria Artra di Milano. La mostra presenta in grande formato le immagini in bianco e nero di Tom Sandberg.
Ecco l'articolo del libro dedicato a Maddalena De Padova:DE PADOVAMaddalena De Padova(Barzio, Lecco, 1928)
Imprenditrice, produttrice ed editrice, Maddalena De Padova segna profondamente la storia del design milanese e internazionale. L'avventura inizia nel 1954, quando insieme al marito Fernando scopre i mobili scandinavi e decide di importarli nel suo primo punto vendita di via Montenapoleone. È il primo negozio a proporre il design nordico a Milano e diviene un punto di riferimento per gli architetti milanesi. Nel 1958 scopre la collezione Hermann Miller e fonda con il marito la icf per produrre su licenza i mobili americani disegnati da Charles Eames, George Nelson e Alexander Girard. Nel 1967 lo spazio espositivo dell'azienda si trasferisce in corso Venezia, uno degli showroom di design più noti a livello internazionale. A seguito della scomparsa del marito e della vendita della icf, diventa editore dando vita alla collezione Edizioni De Padova. Dagli anni Ottanta si avvale della collaborazione di grandi designer come Dieter Rams e Achille Castiglioni, ma soprattutto di Vico Magistretti, suo compagno di lavoro e di vita per moltissimi anni. Maddalena De Padova introduce in Italia un nuovo concetto di abitare, in cui l'ambiente prevale sul singolo oggetto. Nel corso degli anni si affiancano nuovi designer tra i quali Patricia Urquiola, Xavier Lust, Nendo, Damian Williamson. Nel 2007 promuove, in collaborazione con Designboom.com, un concorso internazionale di design intitolato alla memoria di Vico Magistretti. Nel 2004, l'adi la premia con il Compasso d'Oro alla carriera.