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Dalla sede storica di corso Venezia a Milano De Padova continua la sua espansione restando fedele alla filosofia delle origini: il design come strumento per diffondere un nuovo gusto. Ora i punti vendita sono 35 in Italia e 40 all’estero, e lo stabilimento viene rinnovato completamente.




 Nel negozio un modo di vedere il mondo
 Tutto inizia da un viaggio in Danimarca


L`ex fabbrica ICF di Vimodrone ora restaurata
L`ex fabbrica ICF di Vimodrone ora restaurata
La Repubblica - Affari e Finanza
30 ottobre 2000
Nel negozio un modo di vedere il mondo
  

Vigilia di grandi novità in casa De Padova. Prima fra tutte lo stabilimento di Vimodrone. Lo storico spazio industriale del marchio da sempre destinato alla produzione del gruppo, nella sua nuova veste, ampliata e ristrutturata, aprirà i battenti nella primavera 2001. Una realtà di circa 10mila metri quadrati, suddivisi su due piani, di cui 2000 saranno adibiti ad uffici ed esposizione. Uno spazio riprogettato per rispondere agli obiettivi aziendali di accelerare sul fronte delle forniture a enti privati o pubblici, area di attività che oggi fa realizzare al solo negozio del gruppo circa il 20% del fatturato.
Sono inoltre allo studio strategie che riguardano lo storico negozio milanese del gruppo, quello che per Maddalena De Padova, la titolare, rimane ”L´osservatorio privilegiato di corso Venezia dove ho uno sguardo su quello che succede nel mondo“. A riguardo l´obiettivo commerciale, entro i prossimi due anni, è di raggiungere 20 miliardi di fatturato, rispetto ai 13 miliardi che andranno a chiudere il 2000. Novità sono in arrivo anche sul fronte distributivo. Entro l´anno saranno selezionati cinque nuovi negozi internazionali che venderanno quasi esclusivamente De Padova e che andranno ad aggiungersi agli attuali 40 rivenditori esteri e ai 35 italiani. Alla distribuzione ci tiene particolarmente Maddalena De Padova che seleziona le vetrine di vendita affinché siano coerenti con lo spirito del marchio. ”Non mi interessa essere presente dappertutto - ci tiene a sottolineare - Anzi, direi il contrario. Voglio selezionare sempre di più la distribuzione affinché non ci siano stonature con quella che è l´immagine De Padova“.
Una filosofia che ha caratterizzato il marchio fin dagli esordi. E´ nato infatti prima come negozio, quello delle origini, di via Montenapoleone a Milano, seguito poi, una decina d´anni dopo, dalla fabbrica. Ed è stato il negozio quello che ha decretato lo stile De Padova e cha ha fatto scuola in Italia, ma anche all´estero, rispetto alla diffusione di un nuovo gusto nell´arredo degli interni. Questo rimane l´obiettivo principale del negozio di corso Venezia: essere un “negozio pilota” nel diffondere un concetto di design, sempre coerente con sé stesso, pur nelll´innovazione. ”Sono ancora pochi ad avere il concetto del bel negozio, soprattutto all´estero - sottolinea la De Padova - Ed è questo il messaggio e la missione strategica che voglio portare avanti. Quella di essere un punto di riferimento per chi vuole realizzare dei bei negozi, che rendono più belle le città. Una bellezza che ci aiuta a vivere meglio“. Un concetto portato avanti dal gruppo non solo in Italia ma anche all´estero. E proprio nei mercati stranieri - che archiviano il 2000 con 12 miliardi di fatturato +4% rispetto ai 34 complessivi del gruppo, +6,3% con un utile globale ante imposte di 7,4 miliardi - accelera De Padova che intende penetrare maggiormente in Francia, Gran Bretagna, Asia e Usa.
E oggi mobili, divani, oggetti, tappeti, tessuti tutto rientra nel mondo del marchio “è DePadova”, che dall´85, anno della sua nascita, ha iniziato a produrre e distribuire una collezione singolare e stimolante che comprende oggetti firmati Achille Castiglioni, Dieter Rams e per l´80% da Vico Magistretti. Chiunque veda la collezione può rendersi conto che è composta da oggetti che nel loro insieme traducono uno stile di vita e di abitazione, formulato sulle regole di una semplice eleganza e di una precisa riconoscibilità. Così nella collezione 2000 accanto al letto Kobe si trova il divano Assuan, entrambe disegnati da Magistretti. Sono accompagnati dagli oggetti più disparati, ma perfetti per convivere negli stessi spazi, come un portafrutta di vetro soffiato, un vaso portafiori e, ancora, specchi, tessuti, tappeti, sedie, fino ad arrivare ad una collana in vetro di Murano e ad una in argento, disegnata da Afra e Tobia Scarpa. Ma naturalmente nel negozio De Padova non mancano i pezzi che da sempre appartengono alla sua storia - il che vale a dire, alla storia personale, culturale e professionale di Maddalena De Padova - con i prestigiosi mobili di Herman Miller progettati da designer del calibro di Eames, Nelson e Girard. Soprattutto Eames, con la creatività, che spaziava dall´arredo alla grafica, ai giochi per i bambini, al cinema, ha segnato molto il gusto e la formazione creativa di Maddalena De Padova. Ed ha segnato per un ventennio la storia aziendale che inizia, dal punto di vista produttivo, proprio nel ´58, quando, fondata l´ICF, si dà il via alla produzione su licenza dei prestigiosissimi mobili di Herman Miller che avevano introdotto un modo diverso di organizzare e di dare immagine agli uffici ed agli spazi collettivi. Uno stile quello di De Padova che attraversa,senza soluzione di continuità, gli spazi domestici, gli uffici e i luoghi pubblici, con l´idea di ritrovare sempre l´idea del calore degli arredi di casa. Un´ intuizione vincente confermata dalle tante prestigiose forniture tra cui quella del Cafè Litteraire del Centro Georges Pompidou a Parigi, interamente arredato con le sedie e tavoli di Vico Magistretti. Come anche dagli uffici della Ericsson a Londra, dal ristorante Guastavino´s a New York o delle 1700 sedute Silver disegnate da Magistretti per l´area passeggeri dell´aeroporto di Palma di Majorca.





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