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Abbiamo scelto di intervistare quattro grandi figure femminili del design italiano, leader indiscusse nel loro campo: Maddalena De Padova, Patrizia Moroso, Carlotta Bevilacqua e Patricia Urquiola. Di generazioni differenti, le loro competenze si manifestano su vari fronti: la gestione d'impresa, il design e l'architettura. Ci forniscono i loro punti di vista professionali. Il loro sgruardo competente sull'evoluzione del design tiene conto dei cambiamenti della società e mostra una grande fiducia nelle giovani generazioni. Intorno alle loro figure sono nate delle "scuole di pensiero" e le loro équipes professionali fanno parte della "tribù" del design. Sebbene siano realiste, sono riuscite a trasformare la concorrenza in un fattore di cambiamento e dialogo tra le differenti correnti espressive.
Sono in grado di rivolgersi ai loro competitori con entusiasmo e ammirazione. Il lavoro rappresenta un grande investimento nella loro vita ed è in ciò che risiede la loro ricchezza.


Intramuros
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marzo/aprile 2005

Punti di vista delle donne, una prospettiva femminile

Maddalena De Padova: editrice, direttore generale  

Il Compasso d'Oro è arrivato di recente a premiare la brillante carriera di questa donna eccezionale. La sua cultura dell'abitare unita alla sua cultura d'impresa e di progetto hanno formato imprenditori, designers e consumatori.
"L'edificio De Padova" a Milano è ormai un'istituzione.

Perchè non assistiamo all'emergere di una generazione di giovani designer italiani?
Numerosi designer internazionali lavorano in Italia, Jasper Morrison, James Irvine, Marc Newson. Il lavoro di Cappellini ha portato i suoi frutti. Tutti sono attirati dal clima culturale e dallo spirito imprenditoriale italiano perché i nostri imprenditori non temono di intraprendere un'avventura con loro.
Ciò non accade in nessuno degli altri paesi europei, fatta eccezione per la Spagna che sembra muoversi in questa direzione. Un'intera generazione di professionisti ha contribuito a far aumentare in modo  considerevole la produzione in tutte le categorie di prodotto.
Evidentemente i designer italiani si sono dedicati più all'offerta globale delle imprese che alla progettazione di singoli pezzi e il loro contributo ha raggiunto standard elevati.
In questi ultimi anni ho cercato di lavorare con alcuni giovani designer ma non è emerso molto, a parte la mia collaborazione con Patricia Urquiola, una persona per me molto importante, una donna impulsiva e volenterosa con un'immensa passione per il design e l'architettura. La sua storia esemplifica quanto sia difficile distinguere tra professionisti "italiani" e "stranieri": spagnola, ha voluto a tutti i costi rimanere in Italia dove ha trovato il clima culturale che le interessava.
E' cresciuta professionalmente, ha ottenuto una laurea in architettura qui a Milano e ha lavorato con Achille Castiglioni, con me e Vico Magistretti. Oggi collabora con alcune tra le più importanti imprese italiane del settore.
L'assenza di una generazione di giovani designer italiani è dovuta principalmente a una debolezza interna al sistema educativo in materia di design.
Da non molto il Politecnico ha aperto la facoltà di design e le scuole esistenti hanno intrapreso uno sforzo considerevole sul piano pedagogico attrezzandosi e circondandosi di professionisti. Sono ottimista al riguardo...

Quali sono gli avvenimenti che hanno agito da forza propulsiva verso l'innovazione negli ultimi 20 anni?
L'influenza della moda sull'interior design è stata sia positiva che negativa. Positiva perché il settore dell'arredamento ha cominciato a cambiare molto rapidamente, molti hanno dovuto risvegliarsi, mettersi all'opera ed elevare gli standard qualitativi.
Vent'anni fa le riviste di arredamento erano terribilmente noiose, ora tutto ciò è cambiato!
Negativa nel senso che oggi le persone desiderano cambiare la loro casa con la stessa frequenza con la quale cambiano una camicia. Tutti reclamano le novità ma questa  continua  richiesta di oggetti nuovi è nociva tanto per il design come per la moda che, costretta a rinnovarsi senza sosta, non ha più nulla da comunicare. Detesto la società dei consumi. Il deisgn non deve percorrere lo stesso cammino della moda, sono due realtà completamente separate.
Un'impresa non può investire in prodotti destinati a diventare obsoleti l'anno successivo:  i nostri prodotti sono concepiti per durare.

Che cosa c'è stato di costruttivo in questi ultimi anni? Cosa è migliorato? Cosa si è indebolito?
Il dinamismo e lo spirito inprenditoriale si sono evidentemente molto sviluppati. Viene dedicata una maggiore attenzione alla comprensione del prodotto e dell'offerta e il livello di qualità generale è cresciuto considerevolmente in tutte le categorie di prodotto. Il pubblico è più attento al design contemporaneo e lo si constata da un allargamento della base di mercato, che vent'anni fa era solo di nicchia. La stampa, e non solo quella specializzata, ma anche quella femminile e i supplementi dei maggiori quotidiani a tiratura più elevata, hanno giocato un ruolo fondamentale.
Tutti questi fattori hanno contribuito ad accrescere l'infatuazione per il design nei consumatori.

Quali sono le peculiarità del design italiano di oggi? Qual è il suo ruolo nel contesto internazionale, di fronte a nuovi paesi concorrenti? Quali sono le condizioni necessarie per un rilancio del "Made in Italy"?
La particolarità del design italiano risiede nella sua capacità di creare dei mondi, degli universi complessi. Il suo carattere esaustivo gli conferisce un'identità che non può essere copiata o riproposta perchè non si limita a proporre un bel prodotto ma è in grado di creare un'atmosfera completa.
Anche l'artigianato meriterebbe ugualmente una valorizzazione che gli è stata negata in questi ultimi anni. Numerosi artigiani con i quali ho collaborato nel tempo ora hanno cessato le loro attività. I padri si sono ritirati e i figli non hanno desiderato continuare . E' un grosso problema perchè abbiamo bisogno di artigiani per la realizzazione dei prototipi, per fare ricerca e trovare soluzioni. L'altro fattore di sviluppo del design italiano è l'investimento in tecnologie e materiali innovativi e sofisticati.





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