Boffi Solferino compie 20 anni

Tutto iniziò in cortile, i vent’anni di Boffi Solferino, icona di Brera, pezzo dopo pezzo fino alle vetrine.

La parata di vetrine (e di porte) affacciate sulla strada è interminabile. Però tutti entrano dal cortile. Come se l’ingresso laterale, e nascosto, attrattivo come un magnete, fosse l’unica via d’accesso.

“Il nostro primo indirizzo milanese, di sole cucine, è stato Corso Monforte: il design allora era tutto concentrato in quella zona. Nel 1998 abbiamo lasciato per aprire uno spazio nuovo. Avevamo in mente un format lontano dalla tradizione, un luogo da scoprire poco per volta, non facilmente identificabile.” Roberto Gavazzi (Amministratore delegato Boffi Group).

A Brera, all’epoca in mano alla moda e alla ristorazione, in un palazzo ottocentesco, si libera l’ex immobile di Romeo Gigli. È un loft moderno, per arrivarci si varca il portone di uno stabile, come per salire in un appartamento. Perfetto per il nuovo quartier generale. “Riservato ma d’impatto, è diventato subito un modello. A Parigi, Londra, New York abbiamo cercato negozi così, ispirandoci al cortile nascosto di Milano.”

Pochi anni e il cortile non è più sufficiente. Alle cucine si sono aggiunti i bagni e successivamente l’intero sistema di living: divani, librerie e tavoli con l’integrazione di De Padova e della start-up danese MA/U. Studio.

“E’ il luogo ideale per ambientazioni realistiche: le stanze una in file all’altra, i corridoi, le scale interne. I clienti girano, salgono, scendono, a volte si perdono”

Il ventesimo anniversario dell’apertura di Boffi Solferino viene celebrato con una settimana di campagna speciale pubblicata dal Corriere della Sera, per lo store che ha contribuito a ridisegnare l’anima del quartiere, diventato uno dei baricentri del Salone del Mobile.